Gli Stili Birrai

ALE

Una Ale è una birra prodotta ad alta fermentazione, ovvero seguendo un processo che predilige temperature alte e durante il quale il lievito non sedimenta sul fondo del fermentatore, ma rimane in sospensione.

A questa grande famiglia appartengono stili birrari molto differenti: alcuni strettamente legati ad aree geografiche più o meno ristrette, come le ale belghe, altri di carattere più sovranazionale, come le birre di frumento ma che trovano comunque sfumature di regione in regione.

Le Ale inglesi hanno un carattere fruttato, anche se meno evidente di quello delle belghe e spesso evidenziano maggiormente il malto e il luppolo. Si distinguono tra esse gli stili:

  • Bitter:  costituiscono lo stile base inglese. Spesso ambrate e di gradazione piuttosto bassa (sotto i 10 gradi saccarometri e 3,5%) e quasi sempre con un amaro pronunciato;
  • Mild Ale: sono birre ancora più leggere delle bitter, piuttosto scure e tendenti al dolce; delicate ma saporite nonostante la bassa gradazione;
  • Brown Ale: possono esser considerate una versione un po’ più forte delle mild;
  • Winter e Old Ale: meno beverine, queste birre ambrate o scure “da meditazione” sono adatte alla stagione invernale per via della gradazione alcolica alta;
  • Barleywine: letteralmente “vino d’orzo”, sono birre molto forti (oltre 8% di alcool, con picchi che superano il 10%), a volte sciroppose o caramellate, piuttosto luppolate ma con l’amaro bilanciato dalla dolcezza del malto. Questo stile è oggi[quando?] raro in Gran Bretagna, e trova la sua patria sempre più gli Stati Uniti;
  • India Pale Ale: originariamente prodotte nel Regno Unito per l’esportazione nelle colonie, erano caratterizzate da una luppolatura ed un amaro eccezionali. Oggi sono rare in Europa e in genere “poco rispettose” della tradizione. Gli Stati Uniti invece hanno rivitalizzato e fatto loro questo stile, dando vita alle american Pale Ale

Le Ale belghe sono in genere più fruttate delle inglesi, spesso speziate ed a volte acidule. Gli stili di questo paese sono davvero tanti e molte birre fanno stile a sé, ma tra i più riconosciuti troviamo:

  • Blond Ale: pur costituendo uno stile non molto tradizionale sono molto diffuse e oggiconsiderabili come stile “base”;
  • Belgian Pale Ale: più tradizionali ma meno diffuse, sono affini alle cugine inglesi ma con maggior carattere di lievito;
  • Saison: molto caratterizzate; dorate o ambrate, a volte acidule, ben luppolate e speziate;
  • Birre Trappiste: in un certo senso più che uno stile è un marchio di origine controllata: pur piuttosto diverse tra loro, la denominazione è precisa e comporta che la birra sia effettivamente prodotta “da o sotto il controllo diretto di monaci trappisti”.
    “Birra d’abbazia” è invece un termine meno significativo, che indica una bevanda (la cui produzione è “laica”) che vanta una connessione storica con un’abbazia, talvolta non più esistente;
  • Dubbel o Double: di gradazione medio alta (7%), scure, secche ma maltate;
  • Tripel o Triple: bionde, ancora più forti (8-9% e più), fruttate e spesso relativamente luppolate;
  • Golden Ale: affini alle tripel, altrettanto forti o quasi, anch’esse bionde e ancor più beverine;
  • Belgian Strong Ale: scure e forti, talvolta fantasiosamente denominate quadrupel.

Si annoverano infine alcuni “stili acidi” tipicamente belgi, sempre meno reperibili: le oud bruin, leggere e agrodolci, e le flemish red meno dolci e più acide, con commistioni tra i due stili.

Le Ale tedesche annoverano le altbier di Düsseldorf – ambrate, non forti, maltate e piuttosto amare – e le chiare, leggere e delicate kölsch di Colonia. Sono entrambi degli stili ibridi in quanto fermentate con un lievito da alta fermentazione, ma ad una temperatura relativamente bassa e maturate ancora più al freddo. Hanno quindi gusto e aroma meno fruttato e più pulito rispetto alle vere e proprie Ale.

STOUT e PORTER

Le stout sono birre ad alta fermentazione, caratterizzate da un colore molto scuro (spesso nero) e una tostatura molto marcata; in genere, la gradazione è relativamente bassa e l’amaro intenso; l’aroma del luppolo è invece moderato, sovrastato da quelli tipici di cioccolato e caffè. Si possono distinguere:

  • Dry Stout: rispecchiano in pieno queste caratteristiche e non presentano la minima traccia di dolcezza.
    La stout più conosciuta è l’irlandese Guinness;
  • Sweet Stout: pur mantenendo colore scuro e note tostate, sono meno amare.
    Tra esse la milk stout si distingue per l’uso di lattosio (non fermentabile) per aumentarne la dolcezza;
  • Oatmeal Stout: di dolcezza intermedia, anch’esse ormai non molto diffuse, sono tipicamente vellutate grazie all’impiego di farina d’avena;
  • Oyster Stout: ci sono tracce dell’abbinamento tra stout e ostriche (“oyster” in inglese) fin dal 1800, in alcuni scritti di Benjamin Disraeli.
    Nel 1929 ci fu il primo utilizzo delle ostriche nella produzione di birra, dapprima in Nuova Zelanda, poi imitato anche a Londra.
    Oggi il termine oyster stout indica sia una stout fermentata con una manciata di ostriche nei tini, oppure semplicemente una bevanda che ben si accompagna ai molluschi;
  • Porter: si possono considerare delle stout meno intense. Nei secoli scorsi lo stile generale di queste birre scure era indicato come porter, e quelle più forti venivano chiamate “stout porter” – e poi più semplicemente stout;
  • Imperial Stout: sono un incrocio tra il carattere delle dry stout e la potenza dei barleywine: forti, amare, tostate ed un po’ fruttate.

BIRRE DI FRUMENTO

Sono birre ad alta fermentazione caratterizzate dall’ampio uso di frumento (50% e oltre). Gli stili più famosi sono quello tedesco (denotate come weizen, ovvero “birre di grano”, o weisse, ovvero “birre bianche”, per via dell’aspetto opalescente) e quello belga (blanche – in francese o wit – in fiammingo con lo stesso significato). Le affinità fra questi stili riguardano, oltre all’uso del frumento, il colore chiaro, la gradazione media ed un certo carattere speziato e acidulo. Le differenze non mancano: le blanche impiegano frumento non maltato, mentre nelle weizen è usato maltato; le blanche impiegano spezie come coriandolo e buccia d’arancia, mentre nelle weizen il carattere speziato è dovuto esclusivamente al lievito molto particolare, che produce anche un caratteristico aroma di banana.

In Germania si producono anche weizen scure, denominate dunkelweizen o dunkelweissen e birre di frumento più forti: le weizenbock. Infine le berliner weisse, caratteristiche della regione di Berlino, sono invece più leggere e decisamente acidule.

LAGER

Una lager è una birra prodotta a bassa fermentazione, ovvero seguendo un processo che predilige temperature basse e durante il quale il lievito si deposita sul fondo del fermentatore.

Le più diffuse sono quelle chiare, tra le quali si distinguono:

  • Pilsener o Pils: stile classico di origine boema (il nome deriva dalla città di Plzeň); leggere dal colore chiaro o dorato, dalla luppolatura abbondante e dall’amaro pronunciato;
  • Helles: tipiche bavaresi, meno amare e più maltate export o Dortmunder, leggermente più forti;
  • Märzen e Oktoberfestbier: birre di colore dal dorato carico all’ambrato, gradazione maggiore (6% circa) e malto più pronunciato. I due termini indicano bevande molto simili: nonostante l’apparente disaccordo temporale infatti vengono tradizionalmente prodotte a marzo per un consumo autunnale, periodo in cui si svolge l’Oktoberfest. Le birre denominate “Oktoberfestbier” vengono prodotte prevalentemente dalle birrerie bavaresi, le uniche autorizzate alla vendita della birra all’Oktoberfest.

Sebbene spesso si associ erroneamente il termine lager alla birra chiara, non mancano in realtà lager scure, tra cui:

  • Dunkel: birre brune, decisamente dolci e maltate nel sapore;
  • Schwarzbier: più scure e tostate, una sorta di stout a bassa fermentazione, ma meno amara e più maltata;
  • Rauchbier: particolari birre “affumicate” tipiche della città tedesca di Bamberga, prodotte utilizzando malti affumicati su torba o legno di faggio;

Ci sono poi lager più forti, rappresentate in Germania dalla famiglia delle bock: di colore chiaro, gusto maltato appena equilibrato dal luppolo, in genere di gradazione alta (6,5% – 7,5% ma anche 8,0% per le scure e caramellate doppelbock). Ci sono poi altre lager “extra-strong” non appartenenti alle bock che, pur raggiungendo gradazioni alcoliche molto alte, rimangono comunque bilanciate e complesse nel sapore.

Esistono infine moltissimi altre lager “internazionali”, poco caratterizzate e squisitamente industriali, associate a termini di mercato come ice o dry.

LAMBIC

Il Lambic è una specialità della regione del Payottenland, a sud ovest di Bruxelles, ed è un tipo di birra così diverso che è talvolta considerato come bevanda a sé stante rispetto al mondo delle birre.

Il processo brassicolo è detto “a fermentazione spontanea”: non viene inoculato alcun lievito selezionato, ma la produzione usa lieviti e batteri selvatici presenti nell’ambiente ponendo i tini all’interno di apposite strutture ventilate; successivamente la birra è sottoposta a una lunga maturazione in botti di legno. Il lambic tradizionale non è frizzante ma “sgasato” e presenta un’intensità e ricchezza aromatica ineguagliabile, e in bocca è altrettanto complesso e sempre molto acido.

Spesso viene rifermentato con lambic di annate diverse, dando origine alle spumeggianti gueuze; se è invece rifermentato assieme a ciliegie di Schaerbeek o altri frutti come lamponi, ribes nero, pesche o fragole dà origine alle kriek (in realtà non tutte le kriek sono prodotte a partire da lambic ma talvolta vengono utilizzate come base altre birre delle Fiandre Occidentali).